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Locandina Web Il segreto di BarbablùBarbablù è un signore molto ricco e abita in un castello fantastico.

Barbablù vorrebbe sposare una delle due figlie della contessa, ma loro non lo vogliono in sposo, perché la sua barba è blu.

Per convincere una delle due giovani a sposarlo, Barbablù le invita ad una bellissima festa nella sua reggia, insieme a tutti i loro amici: giocano, mangiano, ballano e si divertono moltissimo. Dopo la festa, Giovanna, la figlia più giovane della contessa, decide di sposare Barbablù, anche se la sua barba è tutta blu. Ma non è un po’ strano che la barba del Signor Barbablù sia blu?

 

Con Marco Cantori e Diego Gavioli

Scenografie: Denis Riva

Tecnica: Enrico Barbieri, Erio Lugli

Voce fuoricampo: Flavia Rossi

Compagnia: Teatro Perdavvero

Produzione Accademia Perduta Romagna Teatri

 

Età: a partire dai 6 anni

Durata: 45 minuti

 

 

 Approfondimenti

Trama

Barbablù è un signore molto ricco e abita in un castello fantastico.

Barbablù vorrebbe sposare una delle due figlie della contessa, ma loro non lo vogliono in sposo, perché la sua barba è blu.

Per convincere una delle due giovani a sposarlo, Barbablù le invita ad una bellissima festa nella sua reggia, insieme a tutti i loro amici: giocano, mangiano, ballano e si divertono moltissimo. Dopo la festa, Giovanna, la figlia più giovane della contessa, decide di sposare Barbablù. La sorella maggiore cerca di dissuaderla ricordandole che, a parte lo strano colore della barba, si dice che Barbablù abbia già avuto tantissime mogli di cui nessuno conosce la sorte. Giovanna, cocciuta com’è, vuole sposarlo comunque.

Ma una volta celebrate le nozze, Barbablù deve partire per un lungo viaggio di lavoro. Prima di andarsene, lascia alla giovane moglie Giovanna un mazzo di chiavi: la prima serve ad aprire la dispensa della cucina dove ci sono tante cose buone da mangiare; la seconda serve ad aprire gli armadi della camera dove ci sono i vestiti di seta più belli; la terza apre la vetrina in cui sono conservati il servizio in porcellana e le posate d’argento; con la quarta potrà aprire il forziere, dove ci sono tutti i gioielli. Barbablù dice a Giovanna che potrà prendere tutto ciò che vorrà, ma le ordina di non usare mai l’ultima chiave, che serve ad aprire la porta della cantina del castello.

Giovanna decide comunque di andare a vedere cosa c’è dentro la cantina e scopre che dietro alla gentilezza del marito si nasconde un mostro terribile. La giovane sposa si prepara a scappare dal castello, ma in quel momento ecco arrivare Barbablù…

 

Perché abbiamo scelto di mettere in scena questa storia

Volevamo raccontare una storia considerata di paura, permettendo però ai bambini di attraversarla grazie ad una messa in scena adatta a loro. Crediamo infatti che le canzoni suonate e cantate dal vivo, la comicità, i giochi teatrali, possano essere un ottimo modo per raccontare le vicende di Barbablù, rendendole più fruibili e stimolanti.

Per quello che riguarda la riscrittura della storia, abbiamo preso spunto dalla lettura che ne fa Osvaldo Poli nell’articolo “La fiaba di Barbablù, un’interpretazione” (che trovate citato nelle fonti): nella sua interpretazione viene messa in risalto la necessità di Giovanna (che sposerà Barbablù) di conoscere la verità, come momento di crescita della giovane. Viene così superata l’interpretazione più superficiale di questa storia, che poneva l’accento sull’eccesso di curiosità di Giovanna (che vuole sapere cosa si nasconde dietro la porta della cantina) e sulla sua conseguente punizione.

 

 

Tematiche principali

-        L’ingenuità

-        La superficialità e l’apparenza

-        La consapevolezza

-        L’astuzia

-        Il superamento delle paure

-        La libertà

Le fonti

Il racconto è liberamente ispirato alla storia   Barbablù di Charles Perrault.

Nella costruzione del racconto abbiamo preso spunto dall’interpretazione che ne dà Osvaldo Poli nell’articolo La fiaba di Barbablù, un’interpretazione. L’articolo è scaricabile a questo link http://www.osvaldopoli.com/wp-content/uploads/2015/12/Barbablu.pdf

Tecniche e linguaggi utilizzati

Teatro d’attore: interpretazione dei vari personaggi con cambi di voce e posture fisiche.

Musica e canzoni suonate dal vivo in scena: un musicista accompagna la favola con la chitarra ed insieme all’attore danno vita a canzoni divertenti che completano e mediano la narrazione.

Elementi scenografici: elementi scenografici curati artigianalmente, che si modificano durante la narrazione, arricchendo la favola e rendendola più coinvolgente da un punto di vista visivo.

Teatro d’ombre: giochi d’ombre che riprendono alcuni momenti della storia, arricchendola e favorendone la fruibilità.

Elementi di body percussion: consiste nel far suonare diverse parti del proprio corpo come se fossero delle percussioni.

Proposte di lavoro

  1. Chiedere ai bambini di scrivere quali paure metterebbero dentro al loro “sacco delle paure”. Si può immaginare che ci sia un sacco comune a tutta la classe, oppure che ogni allievo abbia il suo sacco. Successivamente si possono disegnare le paure che sono state elencate.
  2. Lo spettacolo inizia con una filastrocca che serve a far “scivolare via” la paura:

Cara mia bella paura/ Tu che arrivi tutta buia/Che t’infili nel mio letto/E poi dentro l’armadietto/Sì, è vero, fai spavento/E se il lampadario è spento/Me ne fai ancor di più/Che lo stomaco va su e giù/Batte forte il cuoricino/Che non sembro più un bambino/Piango, urlo, scappo via/Ma poi penso: “Questa paura è la mia” /Così la prendo per la mano/E le dico: “Dai andiamo!”/Qualcosina è già cambiato/Non mi sento più agitato/Ma sì! Ecco! Son più grande/Un gigante… Senza gambe

Prendendo spunto da questa filastrocca, inventarne delle altre. Si può creare una filastrocca “della classe”, attraverso la ricerca di gruppo delle parole che fanno rima. Altrimenti si può dividere la classe in gruppi, facendo leggere la filastrocca a tutto il gruppo, o in coro o dividendola in diverse parti.

  1. Trasformare la filastrocca della paura in una canzone da cantare insieme, dandole prima un ritmo e poi una melodia.